
Dall’edicola ai social: come cambia l’informazione nell’era dell’individuo-media
Ciascuno di noi può essere allo stesso tempo editore, giornalista e distributore di contenuti, ridisegnando il paesaggio mediatico in un mosaico di voci individuali leggendo informazioni perché qualcuno ci ha girato un link su Whatsapp, oppure perché l’algoritmo dei social media che utilizziamo ci ha profilato degli interessi e ce li ha consigliati.
Questo tipo di contenuti rientra in un flusso, pressoché infinito, di informazioni a cui siamo esposti da quando ci alziamo la mattina a quando andiamo a dormire la sera.
In un prossimo futuro, l’intelligenza artificiale affinerà ancora di più la capacità di fare incontrare gli interessi e i desideri delle persone con le informazioni più coerenti, al momento più opportuno producendo una quantità enorme di contenuti che intercetta dai media, dai social e tutte le forme di comunicazione on line attualmente disponibili.
Ma quali sono gli effetti che produce questo tipo di dinamica?
Sicuramente la riduzione drammatica della soglia dell’attenzione nelle persone, ma anche la proliferazione delle camere dell’eco in cui vediamo e ascoltiamo solo contenuti coerenti con le nostre idee e le nostre sensibilità, e il conseguente crollo della fiducia nei media di primo livello che aumenta proporzionalmente il concetto di fake news, che rappresentano sicuramente una questione molto complessa.
Uno dei primi fattori di sfiducia deriva dal quantitativo di informazioni non corrette che i lettori percepiscono all’interno dei canali media, tuttavia, ciò che per un lettore è una fake news, per un altro potrebbe rappresentare un dogma.
Quello che per un individuo potrebbe risultare disgustoso, per un altro potrebbe essere un comportamento normale, se non addirittura virtuoso. Ritenere un contenuto sgradevole per la propria sensibilità non significa che si debba impedire agli altri di fruirlo. Ammesso che si entri in contatto con argomentazioni diverse dalle nostre credenze non dovrebbe scomporci in quanto una piattaforma libera è libera, ma per tutti.
Ciascuno di noi darà fiducia a quello che crede migliore, sarà poi il mercato a premiare i mezzi più interessanti e credibili, come succede per gli abbonamenti che si dirigono nei campi delle preferenze, le pubblicità seguono le passioni e la frammentazione degli interessi non rappresenta necessariamente un elemento negativo.
Nell’Ecosistema Digitale di TandC abbiamo voluto fortemente distinguere l’etica nei media dalla morale personale legando la percezione della credibilità alla ricerca dell’oggettività orientando ogni singolo componente dell’Ecosistema Digitale sempre più la propria fruizione verso servizi più consoni alla propria morale privata, facendo in modo che sia il mercato a decidere la credibilità dei contenuti.
Da qui la necessità di avere Re-Infodemia, il Consultant Book dell’Ecosistema Digitale, come elemento per la pubblicazione di contenuti ritenuti interessanti cercando di collocare una proposta di lettura libera, che guidi la preferenza degli utenti a premiare chi produce contenuti di qualità e viceversa penalizzi chi diffonde informazioni false o non corrette.
In questo nuovo scenario, l’idea di offrire una controparte autorevole e verificata, al flusso continuo di contenuti generati dai nuovi utenti-media potrebbe rappresentare un nuovo modo di fornire accesso a notizie verificate e ad analisi approfondite che potrebbe diventare un lusso per alcuni ma una necessità per altri, creando quell’ecosistema informativo dove andrebbero a convivere diverse modalità di produzione e consumo di notizie e contenuti.
La sfida è rappresentata dall’adattamento al modo di fare notizia, innovando il modo di narrare storie per un pubblico sempre più intimo, quasi come attorno a un fuoco da campeggio, dove si formano legami tra chi scrive e chi legge, trasformando il contenuto del Consultant Book in una comunità viva e coinvolta come mai prima d’ora.
“Questo è il potere delle persone”.
SEMPRE AVANTI…
Angelo Muraca
