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Il fattore tempo è diventato una discriminante importantissima, che oggi regola la nostra vita, in tutti gli aspetti esistenziali. Lavoro, vita privata, scuola, hobby, sono condizionati dall’effetto delle decisioni che prendiamo ed il tempo rimane sempre la risorsa più preziosa, insostituibile.   

Con queste consapevolezze, spesso sottovalutate, affrontiamo la quotidianità, distribuendo le forze nell’impiego di ciò che pensiamo possiamo controllare e spesso non riusciamo a controllare nulla. È, rimane una percezione, rispetto ad un valore che ogni singolo individuo dà, a quello in cui si impegna a fare per le varie attività di una nostra giornata di vita. 

L’unico modo per garantirci del tempo è la conoscenza, il sapere, la capacità di prevedere cosa ci riserva il futuro in maniera tale da controllare le azioni che ci permettano di diversificare le attività.  

Solo in questo caso possiamo essere lenti e nemmeno tanto, perché rimane sempre una percezione.  Conoscere già cosa ci riserverà il futuro è la vera chiave per migliorare le nostre attività. Nella realtà, la vita accelera fino a far quasi sparire la cognizione del tempo, perché bisogna fare tutto adesso, immediatamente.  

La velocità (o la lentezza) è diventata la misura del successo perché fare una pausa, rimandare, fermarsi, vuol dire perdere un’opportunità e dare un vantaggio alla concorrenza. Abbiamo sempre più bisogno di computer più veloci, reti e connessioni più veloci, notizie e comunicazioni più veloci, scambi e consegne più veloci, fino a pensare che dobbiamo avere una mente più veloce e che tutto lo deve essere, fino a diventare quasi un culto.  

La storia ce lo insegna. L’evoluzione dell’uomo è sempre stata legata al fenomeno della modernizzazione dei sistemi e dei processi, che hanno determinato, nel superamento della lentezza, il valore da proporre come elemento di distinzione, perché la misura dell’efficienza è data dalla capacità di massimizzare e velocizzare la produzione, anche, e nono solo, attraverso la programmazione del comportamento umano. 

Nel tempo, il superamento delle tecnologie, dalle meccaniche alle elettroniche sino ad arrivare alle più moderne, legate ai sistemi quantistici, permettono di determinare maggiori fattori di conoscenza e sapere, da utilizzare per prendere decisioni con meno lentezza, in quanto le informazioni sono passate dal viaggiare dalla lentezza dell’uomo al viaggiare vertiginosamente su infrastrutture tecnologiche sempre più complesse, che si riflettono di conseguenza sul nostro modo di vivere.   

Connessi 24h al giorno, 7/7 e 365 giorni l’anno, ci affanniamo per cercare di tenere il passo e stranamente, più andiamo veloci, meno tempo abbiamo e restiamo sempre più indietro, con la vita che accelera e lo stress e l’ansia aumentano. 

Dalla politica alla scienza, illustri ed esimi personaggi, nel tempo si sono espressi sul vantaggio della modernizzazione tecnologica, che avrebbe permesso di lavorare di meno, per avere più tempo e soldi per noi.  

Tutto ciò rappresenta un grande paradosso.  

La proposta di costruire un Ecosistema Digitale, ha il mero fine di utilizzare le tecnologie digitali, per favorire la crescita dell’umanesimo all’interno di un sistema che si fonda su valori non distorti  in maniera tale che l’uomo diventi sempre di più padrone del proprio tempo traendo vantaggio dalla predittività delle informazioni e dalla sommatoria delle competenze a livello sia individuale sia collettivo per riflettere un cambiamento fondamentale del valore sociale del tempo libero favorendo consapevolmente la diffusione di sostenibilità, comunità, cooperazione, lentezza.  

L’impatto della velocità è evidente e siamo ossessionati dalla rapidità che oggi rasenta l’assurdo. Ma la velocità ha dei limiti e tutto questo non si può fare in fretta e ci vorrà il tempo che troppe persone oggi pensano di non avere. 

L’unico bene che non può essere recuperato è il tempo.  

Non ha prezzo e viene spesso sottovalutato.  

“Questo è il potere delle persone”.  

SEMPRE AVANTI…  

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