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Il momento in cui si decide di creare una impresa è sicuramente una questione personale, individuale, che spesso viene vista come una sfida strategica e tante volte anche operativa. Se attualizziamo l’analisi nel momento storico che stiamo vivendo, avviare un’impresa di successo non è facile, anzi, perché oggi le sfide sono ancora più grandi, in quanto i fondatori operano in un contesto più incerto ed esigente dovuto alla crisi finanziaria, caratterizzato da finanziamenti più limitati, tassi di fallimento più elevati, rapidi cambiamenti tecnologici e costante volatilità. 

Lo scenario in cui ci si confronta, introduce un aumento delle pressioni esterne e anche il peso psicologico con fenomeni di burnout che devono essere comunque gestiti.  

Diventa pertanto fondamentale che non pervada silenziosamente il peso dell’insicurezza sugli scenari futuri sebbene che, un imprenditore, nel momento che decide di creare una azienda, oltre a mettere in discussione le proprie idee, la propria capacità, non deve condizionare l’azione di sviluppo e non influenzare i propri collaboratori e stakeholder. 

Ma l’insicurezza non è il problema. Lo diventa se non si sa come gestirla. Pertanto nel momento in cui si crea una start up bisogna imparare ad anticipare e gestire i propri dubbi, piuttosto che ignorarli o sopprimerli, prendendo decisioni più chiare, che permettano di guidare con maggiore stabilità e resilienza. 

Conseguenza dell’insicurezza, può essere la solitudine, in cui prendere decisioni predittive e strategiche, facendo maturare l’insorgenza del dubbio che può concorrere ad aumentare una pseudo consapevolezza di un fallimento imminente, anche perché verosimilmente il rapporto con i collaboratori, con i soci, non sono tutti allo stesso livello a cui si aggiunge il difficile supporto istituzionale, la rigidità degli investitori e più in generale l’accesso al credito. 

Avere la possibilità di agire in un vero Ecosistema Digitale, come reale punto di riferimento, eviterebbe che, le battute d’arresto, che sicuramente temporaneamente si presentano, non sembrino prove di inadeguatezza ed agiscano sulla mente dei fondatori della start up in maniera pessimistica. 

L’ecosistema digitale avrebbe una funzione nel contrastare deliberatamente questa deriva creando un accesso strutturato a una prospettiva esterna nel modo in cui la start up inizia ad operare, fornendo l’identificazione di diverse persone con cui confrontarsi: colleghi, formatori,  partner o più in generale professionisti capaci di rappresentare un elemento di positività all’interno dello sviluppo imprenditoriale anche per prendere in prestito la prospettiva di altri, che non significa cercare conferma o esternalizzare il giudizio, significa cogliere i modi in cui l’isolamento e il dubbio possano non distorcere il proprio pensiero, migliorando l’adeguamento del prodotto al mercato, raccogliere capitali, far crescere i processi e il personale della tua azienda.  

Bisogna tenere ben presente che, indipendentemente dalla nostra volontà, alcune cose sfuggono al nostro controllo. I mercati evolvono, gli investitori cambiano rotta e il tempismo può intervenire in modi che nessuna preparazione può prevenire. Accettare questa realtà non mina la tua ambizione. Piuttosto, ti aiuta a mantenere la lucidità e a concentrarti su ciò che puoi controllare — come i tuoi sforzi, le tue decisioni, la tua leadership e la tua integrità — senza legare la tua identità a risultati che non puoi pienamente determinare. 

L’ecosistema digitale aiuta a resistere meglio alle pressioni, ai sacrifici personali, alle lunghe ore di lavoro, alla sempre più crescente disponibilità nel soddisfare le più disparate richieste, che da un lato ci assimila a degli eroi ma dall’altro può nascondere un sottile esaurimento cronico che erode il giudizio, la stabilità emotiva e la salute. 

In buona sostanza, costruire una start up all’interno in un ecosistema digitale significa integrare tecnologie, processi e persone per creare valore in un ambiente connesso, non limitandosi all’adozione di singoli strumenti. Si tratta di utilizzare una piattaforma, capace di interagire con clienti, partner e fornitori attraverso interconnessioni e flussi di dati condivisi per ottenere un approccio che non resti un’iniziativa puramente tecnologica, ma di business, formulando una reingegnerizzazione dei processi ed introducendo una cultura digitale nel promuovere una mentalità digitale all’interno dell’azienda, superando la resistenza al cambiamento e investendo nella formazione del capitale umano.  

Significa poter sfruttare una infrastruttura digitale che utilizzi soluzioni per abbattere i costi, che abbia una interoperabilità che adotti tecnologie che permettono alle diverse applicazioni di condividere informazioni in un ambiente di lavoro che integri strumenti di comunicazione, pianificazione, collaborazione e gestione documentale.  

I pilastri che ci permettono di garantire il successo sono rappresentati dalla sicurezza e dalla compliance nel rispetto delle normative, fondamentale per la collaborazione all’interno dell’ecosistema, dall’integrazione di strumenti di AI per l’analisi predittiva e per personalizzare l’esperienza del cliente, e soprattutto da un approccio “passo dopo passo” che per le piccole imprese è la strategia migliore per adeguare soluzioni specifiche integrando strumenti focalizzati tra loro e per loro.  

Continuiamo a sviluppare l’ecosistema digitale nell’unico interesse di far evolvere le azienda ed i loro dipendenti passando da un’entità chiusa a una piattaforma aperta che sfrutti la sommatorie delle competenze per generare valore sostenibile.  

“Questo è il potere delle persone”.  

SEMPRE AVANTI…  

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