Il nostro organismo è regolato da una complessa rete di equilibri che lavora costantemente per mantenerci in vita e in salute. Tra questi sistemi, uno dei più affascinanti e fondamentali è il sistema nervoso autonomo, che agisce al di fuori della nostra volontà, come un direttore d’orchestra invisibile che coordina le funzioni vitali: respirazione, battito cardiaco, digestione, temperatura corporea. Questo sistema si divide in due rami principali, spesso descritti come opposti, ma che in realtà operano in perfetta collaborazione: il sistema simpatico e il sistema parasimpatico.
Il simpatico entra in azione come un allarme d’emergenza quando percepiamo un pericolo. Anche se oggi non dobbiamo più scappare da predatori nella savana, il nostro cervello continua a ricevere stimoli che interpreta come minacce. Una riunione importante, una discussione accesa, il traffico, un conto da pagare, una relazione che ci mette in crisi. Il corpo risponde attivando la cosiddetta reazione “attacco o fuga”. In pochi istanti, le ghiandole surrenali iniziano a produrre adrenalina e cortisolo.
Il cuore accelera, il respiro si fa più rapido, i muscoli si tendono, la digestione si blocca. Tutto l’organismo si prepara ad affrontare l’emergenza, concentrando le energie sulla sopravvivenza. Per fortuna ad ogni momento di tensione, segue normalmente un momento di rilascio. È qui che entra in scena il sistema parasimpatico e, in particolare, uno dei suoi protagonisti principali: il nervo vago. Questo lungo e sofisticato nervo, che si dirama dal cervello e raggiunge cuore, polmoni, stomaco e intestino, ha la funzione di riportare l’organismo allo stato di equilibrio, una volta terminata la reazione allo stress.
Quando il pericolo percepito scompare, infatti, il vago rallenta il battito cardiaco, abbassa la pressione, stimola la digestione, favorisce il sonno e crea le condizioni fisiologiche ideali per il riposo, la guarigione, la rigenerazione. In una vita sana, il simpatico e il parasimpatico convivono in un equilibrio dinamico: uno attiva, l’altro ripara; uno accelera, l’altro rallenta. Il problema nasce quando viviamo costantemente in uno stato di attivazione. Nella società di oggi, molte persone restano bloccate per giorni, settimane, persino anni in una modalità di “attacco-fuga” cronica, innescando meccanismi di logoramento che portano a stanchezza profonda, ansia, disturbi fisici, insonnia, tensioni muscolari, patologie croniche.
In questi casi, il nervo vago perde tono, e l’organismo fatica a ritrovare il suo equilibrio naturale. Ecco perché la funzione del parasimpatico è vitale. È proprio grazie al suo intervento che possiamo sentirci tranquilli, presenti, creativi, capaci di relazionarci con gli altri e di godere delle piccole cose. La scienza ha dimostrato che quando il nervo vago è attivo, si attivano anche stati emotivi di calma, apertura e fiducia. In pratica, è il nostro miglior alleato per uscire dallo stress e ritrovare benessere. Fortunatamente, possiamo favorire l’attivazione del nervo vago attraverso alcune semplici pratiche quotidiane.
Respirare lentamente e profondamente, in particolare espirando in modo lento e controllato, è uno dei metodi più efficaci. Anche cantare, emettere suoni vocali prolungati (come il canto dei mantra o l’utilizzo del suono “OM”) o immergersi nella natura, ricevere o dare abbracci, fare meditazione o praticare la gratitudine, sono altri sistemi efficaci che attivano il parasimpatico. Recenti studi nel campo della neurocezione e della teoria polivagale (Stephen Porges) mostrano che il tono vagale è direttamente legato alla nostra capacità di sentirci al sicuro nel mondo.
Trovare quotidianamente spazi di rallentamento, di ascolto e di respiro profondo non è un lusso: è una necessità biologica. È in quei momenti che il corpo riprende il suo ritmo naturale, che la mente si fa chiara, che il cuore si distende. Ed è solo allora che possiamo tornare a vivere, anziché solo reagire. Perché la vera forza non sta nel correre sempre, ma nel saper tornare a casa, dentro di sé, nel tempo del corpo e della vita.