Abitiamo un tempo in cui il ritmo della vita è scandito da notifiche, aggiornamenti e messaggi continui. Il flusso costante di azioni da svolgere ci travolge. La nostra attenzione è assorbita da azioni spesso futili che non ci nutrono. La comodità della tecnologia ci allontana da attenzione, riflessione e benessere mentale. Internet Addiction, FOMO, scarsa capacità di mantenere alta la concentrazione ci ricordano quanto sia urgente ricollocarci al centro del nostro esistere. In questo contesto, scegliere di rallentare non è rinuncia, ma resistenza: un atto consapevole per recuperare tempo, lucidità e piacere autentico, come quello che si prova leggendo un libro. 

“Tra pochi anni leggere un libro sarà lusso di pochi” questo dicono gli studiosi. 

La dipendenza da Internet non è più una questione marginale. Ogni giorno, siamo costantemente sollecitati da notifiche e scadenze che reclamano la nostra attenzione. Questo flusso continuo riduce la nostra capacità di concentrazione, ci espone a stress costante e ci allontana da ciò che davvero conta. Il fenomeno della FOMO, la paura di perdersi qualcosa, amplifica questa pressione: temiamo di non essere aggiornati, di non partecipare a eventi, di perdere informazioni o opportunità. Ogni “bip” diventa un richiamo irresistibile, ogni scroll una piccola fuga dalla realtà. 

Per fortuna c’è sempre la voce fuori dal coro e alla FOMO si affianca il ROMO: il sollievo di perdersi qualcosa, di scegliere consapevolmente di disconnettersi. Questo sentimento, spesso trascurato, ci ricorda che la libertà di attenzione è un diritto, e che la capacità di fermarsi è un atto di cura verso noi stessi. In un mondo che misura il valore in clic e tempo speso online, il ROMO ci restituisce dignità e autonomia, permettendoci di ritrovare ritmo e piacere nelle piccole cose. 

La nostra attenzione, una risorsa fragile e preziosa, subisce ogni giorno il prezzo dell’iperconnessione. La soglia di concentrazione si riduce, la capacità di approfondire diminuisce e il cervello fatica a costruire pensieri complessi. Non si tratta solo di un problema individuale: è il segnale di un sistema digitale progettato per catturare l’attenzione e massimizzare l’engagement, spesso a discapito della salute mentale e della qualità della vita. Recuperare la lentezza significa rientrare in equilibrio con noi stessi, ristabilire ritmi naturali e restituire valore al tempo. 

Rallentare è un atto consapevole, un esercizio quotidiano che ci permette di ascoltare, riflettere e osservare il mondo con occhi nuovi. Significa tornare risolvere un cruciverba, dedicare tempo a conversazioni profonde, concedersi pause senza sensi di colpa. È un modo per riconquistare spazio mentale, sottraendolo alla frenesia digitale. La tecnologia può essere strumento di crescita, se sapremo usarla senza diventare schiavi della velocità e della superficialità. 

Ripensare il sistema significa rimettere l’uomo al centro. Le piattaforme digitali ignorano il nostro benessere: misurano tempo speso e interazioni, ma non la qualità dell’esperienza o la profondità dei pensieri. È compito nostro, come individui e come società, creare spazi che rispettino l’attenzione, promuovano il ROMO e incoraggino scelte consapevoli. La lentezza diventa così non solo una strategia individuale, ma un principio etico: un richiamo a ricordare che la vita è fatta di pause, di riflessioni e di piaceri autentici. 

In questo contesto, leggere un libro assume un valore simbolico e pratico. Non è solo un momento di svago, ma un atto di cura di sé, un modo per coltivare attenzione, immaginazione e salute mentale. Ogni pagina letta è un passo verso la libertà dal ritmo imposto dalla frenesia digitale. Ci regaliamo tempo prezioso, rallentiamo il cuore e la mente, ritroviamo noi stessi. È una scelta di responsabilità verso la nostra vita, verso il nostro equilibrio interiore, un gesto che ci ricorda quanto sia importante restare padroni del nostro tempo.  

La sfida è chiara: recuperare la lentezza, riappropriarci dell’attenzione e rimettere l’uomo al centro di un sistema che troppo spesso lo trascura. Scegliere il ROMO, godere del piacere della lettura, dedicare momenti alla riflessione e al silenzio. Solo così possiamo trasformare la connessione digitale da fonte di ansia in strumento di valore, proteggendo ciò che più conta: la nostra mente, il nostro tempo e la nostra umanità. Vai a scegliere il prossimo libro da leggere. Compi il tuo piccolo atto di resistenza. 

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