Il team di Tecnologie e Consulenze affianca persone, professionisti e imprese nell’analisi di situazioni complesse, con un approccio fondato su ascolto, documentazione e sostenibilità delle soluzioni. L’attività parte dalla lettura di redditi, spese, patrimonio e debiti, per trasformare informazioni frammentate in un quadro più verificabile. Nei percorsi di sovraindebitamento, il supporto è orientato alla preparazione dei dati, al coordinamento con i professionisti e gli organismi competenti e alla comprensione dei passaggi della procedura. L’obiettivo è aiutare il cliente a compiere scelte consapevoli, realistiche e coerenti con le risorse disponibili.
Incipit
Un reddito stabile non protegge automaticamente dal sovraindebitamento. Il caso riguarda un professionista della sanità pugliese che, dopo una separazione complessa, ha visto cambiare il proprio equilibrio economico. Al mantenimento dell’ex coniuge e dei due figli, superiore a 1.000 euro mensili, si è aggiunto un canone di locazione di 870 euro per una nuova abitazione. Nel frattempo, il mutuo ipotecario ex Inpdap sulla casa coniugale è diventato insostenibile. Per far fronte alle spese correnti e ottenere liquidità sono stati contratti ulteriori prestiti, ai quali si sono sommati debiti verso l’Erario. L’esposizione ha raggiunto 496.000 euro. Il problema non nasceva da un’assenza di reddito, ma dalla distanza strutturale tra entrate, obblighi familiari, costo dell’abitazione e debiti accumulati. La richiesta di aiuto ha aperto un percorso di ricostruzione documentale e di accesso alla liquidazione controllata.
Esposizione del problema / area di intervento
La situazione presentava più criticità. Il debitore percepiva uno stipendio, ma una parte era assorbita dal mantenimento e dall’affitto. Il mancato pagamento del mutuo sulla casa coniugale aveva aggravato l’esposizione, mentre i prestiti chirografari usati per ottenere liquidità avevano rinviato, senza risolverlo, lo squilibrio. Ai debiti bancari si aggiungevano quelli fiscali. Il patrimonio era complesso da valorizzare: l’appartamento di Bari apparteneva per il 50% al professionista e per il 50% all’ex coniuge. Occorreva verificare la disponibilità della comproprietaria alla vendita, stimare il bene e individuare una quota di reddito destinabile ai creditori, preservando le spese essenziali. Senza una regia, ogni intervento isolato avrebbe prodotto nuovo debito o azioni esecutive concorrenti.
Esposizione dell’intervento del consulente / soluzione
L’intervento è stato costruito partendo da una fotografia della situazione economica e patrimoniale. Sono stati ricostruiti il reddito disponibile, gli obblighi di mantenimento, il costo della nuova abitazione, il debito ipotecario, le esposizioni fiscali e i prestiti chirografari. Questa fase ha consentito di distinguere le spese necessarie alla vita familiare dalle somme destinabili alla procedura e di dimostrare che lo squilibrio non poteva essere superato con dilazioni o nuovi finanziamenti.
Il secondo passaggio ha riguardato l’attivo. Il professionista ha già messo a disposizione l’appartamento coniugale, situato a Bari e stimato complessivamente in circa 267.000 euro. Poiché la proprietà era divisa in quote paritarie tra il debitore e l’ex coniuge, la disponibilità di quest’ultima a consentire la vendita anche della propria quota ha reso possibile una valorizzazione unitaria del bene. Alla componente immobiliare è stata affiancata una quota del reddito residuo, calcolata dopo le spese familiari indispensabili. In questo modo la proposta non si è limitata a dichiarare l’insostenibilità dei debiti, ma ha indicato risorse concrete da destinare ai creditori.
La documentazione è stata quindi organizzata per l’accesso alla liquidazione controllata. La relazione dell’OCC ha esaminato la completezza e l’attendibilità degli atti, la situazione economica, patrimoniale e finanziaria, le cause dell’indebitamento e la condotta tenuta nell’assunzione delle obbligazioni. Il Tribunale di Bari, con sentenza dell’8 settembre 2025, ha riconosciuto la sussistenza dello stato di sovraindebitamento e la possibilità di acquisire attivo da distribuire ai creditori. È stata così aperta la procedura, con la nomina del liquidatore e la conferma dell’OCC.
L’apertura ha dato una cornice unica alla gestione della crisi. Il debitore è stato chiamato a depositare la documentazione contabile e fiscale richiesta e a consegnare o rilasciare i beni compresi nella liquidazione. Contestualmente, dalla pubblicazione della sentenza, le azioni esecutive o cautelari individuali sui beni inclusi nella procedura non possono essere iniziate o proseguite. I creditori e i terzi titolari di diritti dispongono di novanta giorni per trasmettere al liquidatore le domande di ammissione al passivo, restituzione o rivendicazione.
La soluzione ha quindi trasformato una molteplicità di pressioni separate in un percorso ordinato: un unico quadro dei debiti, un patrimonio valorizzabile, una quota di reddito sostenibile e regole comuni per tutti i creditori. Il punto centrale non è stato cancellare il problema, ma renderlo misurabile, trasparente e governabile. La procedura permette di concentrare le risorse disponibili, evitare risposte frammentarie e preparare, al termine del percorso previsto, le condizioni per un effettivo recupero dell’equilibrio personale ed economico.
Conclusioni
Il sovraindebitamento può coinvolgere anche chi ha un reddito regolare. Separazione, costi abitativi, obblighi familiari e ricorso al credito possono compromettere un equilibrio che sembra sostenibile. La svolta è arrivata quando la situazione è stata letta nel suo insieme: debiti, patrimonio, reddito residuo e bisogni essenziali.
La liquidazione controllata non è una scorciatoia. Richiede trasparenza, documenti attendibili, disponibilità dei beni e collaborazione con gli organi della procedura. Permette però di ricondurre le pretese dei creditori entro regole comuni e di evitare che iniziative individuali aggravino la crisi.
L’apertura disposta dal Tribunale di Bari ha creato le condizioni per gestire in modo unitario un’esposizione di 496.000 euro, valorizzando l’immobile e la quota di reddito disponibile. Il risultato è il passaggio dall’emergenza a un percorso definito. Affrontare presto lo squilibrio, prima che nuovi prestiti ne aumentino la portata, è decisivo per proteggere l’essenziale e costruire una concreta possibilità di ripartenza.
Come affrontare il sovraindebito
SEZIONE HOW-TO: guida operativa
Quando debiti, spese familiari e costi abitativi superano il reddito, rinviare peggiora il problema. Non cercare altro credito: costruisci un quadro verificabile.
- Ricostruisci i debiti: mutui, prestiti, esposizioni fiscali, arretrati e procedure. Per ogni voce indica creditore, importo, rata, scadenza e documenti.
- Calcola il reddito effettivo, sottraendo mantenimenti, affitto e spese essenziali. La sostenibilità si misura sui dati, non sullo stipendio nominale.
- Mappa il patrimonio: immobili, quote. Se un bene è in comproprietà, verifica la posizione degli altri titolari e la possibilità di vendita.
- Raccogli buste paga, dichiarazioni fiscali, estratti conto, contratti, atti di proprietà e comunicazioni dei creditori. Le omissioni rallentano la valutazione.
- Rivolgiti a un professionista e all’OCC competente per verificare la procedura adatta. La liquidazione controllata richiede trasparenza, attivo distribuibile e collaborazione.
- Evita nuovi prestiti per coprire rate insostenibili: la liquidità rinvia la crisi, aumenta l’esposizione e complica la ricostruzione delle cause.
- Durante la procedura rispetta le scadenze e fornisci i documenti richiesti. L’obiettivo è trasformare pressioni separate in un percorso unico e controllabile.